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livia
Partecipante
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    Ben vengano le analisi ed i quesiti, Andrea. Il divario tra le due generazioni in questo sport è molto grande, è grande persino all'interno di ciascuna generazione.
    Quando mi dicono "siete fortunati ad allenarvi con quest' attrezzatura", penso "ma quando imparavate voi quanti eravate in acqua?". Noi è già tanto se ci troviamo in sei in acqua con un livello più o meno equivalente.
    La prima difficoltà che ho trovato nel windsurf era non riuscire a capire quali fossero gli steps da seguire; l'ho imparato un po' alla volta, grazie ai Grandi dell' Irom, a Matteo, il più grande ed il più piccolo di tutti, ma ricordo il primo inverno all'irom, nei light wind, quante volte mi sono chiesta: "bene, virare e strambare lo so fare ed ora?".
    Il più delle volte sentivo parlare della "planata", mi si diceva "vedrai che t'innamorerai definitivamente!" e pensavo, "Ancora di più?". Poi è arrivata un'uscita, una di quelle che non dimenticherò, con il 165 litri, planavano solo i veloni, Rix e Guelfo facevano manovre in light wind, mentre io, intimidita, continuano le strambate e virate in un angolo, vicino al ponte, ed è stata la prima volta che ho litigato con il windsurf, non capivo cosa dovevo fare.
    Anche questa mattina all'irom qualcuno era scontento, perché ci voleva la vela più grande per planare e, ti dirò, è vero, aveva ragione. I discorsi sulle misure apparenti, sul conoscere una vela fino in fondo, può valere per chi ha l'home spot, ma in certe giornate, specie se hai un lavoro in cui è difficile conciliare gli impegni con i capricci del vento, quello che ti interessa è uscire solo per planare con la vela idonea, ben vengano allora le vele "ad maiora".
    Per quel che riguarda l'antagonismo windsurf/kitesurf, o meglio tra chi pratica le due discipline, è qualcosa che non capisco, anche perché non conosco il kitesurf.
    So che il windsurf può essere fun anche in light wind, ma comincio a capire il punto di vista di chi cerca l'uscita planante. Io nel windsurf non sarò mai nessuno, ma stringere la mano al kitesurf per un'apertura mentale, per capire i limiti del windsurf, e per questo, nel mio piccolo, indicare come divertirsi anche con poco vento, è uno dei vari obiettivi che mi sono fissata per far vivere il windsurf; aggiungo che la diatriba tra le due discipline, è più una questione di principio che altro, per lo meno così la percepisco io.
    Trattasi di due sport avvincenti, e futuristici, che, talvolta, anche se raramente, vengono praticati da una stessa persona. Fino ad oggi, ho sentito dire che i kiters non rispettano le precedenze, che creano chop ecc. Sarò stata fortunata, perché ne ho conosciuti molti di kiters, specie al Morto, non mi hanno mai creato problemi, anzi semmai ne creavo io a loro, anche provando la partenza dall'acqua e da loro, e non solo nei miei confronti, ho sempre ricevuto un sorriso.
    A Tenerife sono stata soccorsa, quando ho perso il piede d'albero, da una ragazza con il kite (bellissima aggiungo) ed un ragazzo con il windsurf (altrettanto bello), ed ho pensato, oltre a speriamo che me la cavo, questo è sport!

    Ripeto quello che dico sempre, che nel windsurf bisognerebbe esserci più apertura mentale, altrimenti evolverà l'attrezzatura ma sarà destinato ad essere uno sport di nicchia.