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bullet AK
[20 Jan : 13:49]
Dal GAZZETTINO di oggi, Irom Beach salvo!! Grazie DOC! Vedi link...
bullet Livia
[20 Jan : 07:25]
Correzione:"... se qualcuno ci scrive".
bullet Livia
[20 Jan : 07:22]
Per la mia umile opinione, la chat funziona se qualcuno. Ho sempre apprezzato, e spero di apprezzarne ancora, i messaggi scritti qua, per lo più dai nuovi soci/amici che se scrivono è perché hanno qualcosa da comunicare. Chiaro, come era già stato detto in passato, che quando c'è vento questo prende il "sopravvento" su tutto, anche se personalmente, non ho ricordi di messaggi sulle condizioni degli spots, salvo qualche volta miei e del bravo Andrea.
bullet ASD ZizzaStyle
[20 Jan : 06:16]
Per la vita del sito questa chat è ossigeno puro, nei confini della buona educazione lasciamo libero , per il resto wahts'ap sta distruggendo tanti siti, pensiamoci.
bullet Gabri
[19 Jan : 19:45]
Ok Chicco. Speeamo allora di leggere presto avvisi di vento in arrivo
bullet Livia
[19 Jan : 17:34]
Quindi anche per gli auguri di compleanno la chat non "può" essere utilizzata ? "L'invito" da cosa dipende? In due anni, ben pochi massaggi prima di un'uscita ho visto. Tutti dopo l'uscita .Comunque prego Gabri, mi fa piacere che abbiate apprezzato.
bullet chicopicchi
[19 Jan : 15:25]
Invito tutti ad utilizzare questa chat per argomenti di interesse generale degli associati, ....tipo condizioni del vento , onde e meteo corrente, o segnalazioni d'utilità comune,...inserendo tutti gli altri argomenti, report, nel forum, evitando inoltre di inserire messaggi diretti tra soci
bullet Gabri
[19 Jan : 07:47]
Luke, Dado....pensate se d'estate invece delle rocce da scavalcare per entrare e uscire a Jameos del Agua e per terninare le surfate..... ci fosse anche solo un decimo della bellissima spiaggia del Sud Africa.... non ci tirerebbe più fuori dall'acqua niente e nessuno... ma forse meglio così, altrimenti ci sarebbe il mondo
bullet Gabri
[19 Jan : 07:45]
Bellissime foto Livia. Anna, Patty, Luke, Dado, Chico
bullet Livia
[18 Jan : 18:55]
Ottimo Phil, grazie per l'aggiornamento. Io inizio a vedere i primi miglioramenti , di quelli che si toccano con mano; oggi sono stata a Sunset e dopo ieri mi è sembrato di andare in giostra... si inizia, alla buon'ora, a rimanere sulla tavola, 84 litri, al termine della virata ed ho chiuso bene un paio di strambate. Ed oggi ho iniziato a giocare davvero sulle onde, fino a tre giorni fa avevo paura a guardarle, ora ci guardiamo negli occhi con "reciproco rispetto". Qualche doloretto alle articolazioni c'è, ma .... il mestiere che si incarna.

Forum
Vele ed alberi tutto quello che c'è da sapere ....
Livia
Wed Nov 01 2017, 07:31PM


messaggi: 638
Registrato il: Fri Sep 25 2015, 04:44PM
{LOCATION}
Utenti Registrati #6636
.... non lo troverete tra le seguenti parole, ma in seguito alla richiesta di un amico, che sempre ringrazio per l’immeritata fiducia, ma soprattutto per darmi l’opportunità di conoscere il windsurf da un’altra prospettiva, scrivo qualche parola sulla tipologie di vele, ed alberi, basandomi unicamente su quello che ho studiato da Tricktionary.
Per i nostri livelli, ancora orgogliosamente principianti, ci basta conoscere le seguenti tipologie di vele:
wave: nate per le onde e per condizioni di vento forte. Sono molto leggere e resistenti, dovendo, talvolta, essere travolte dalle onde. A livello visivo, si riconoscono perché hanno una base della vela (la parte che dalla bugna arriva al piede d’albero) piuttosto alta. Pensate per il wave sailling (surfare un’onda con la tavola a vela), devono quindi essere molto maneggevoli. Ne esistono di molto potenti o motlo neutre a seconda del gusto/condizioni. Sono solitamente piu resistenti visto che devono affrontare le onde. Si prestano anche ad essere usate per condizini di bump & jump e/o flat water freeride con vento forte principalemnte perche le vele freeride/freerace/race sono commericalizzate nelle misure piu grandi (dalla 6 in su)
Freestyle: naturalmente leggere anch’esse, pronte ad una partenza rapida e resistenti; la base della vela è più bassa rispetto alle wave . devono essere leggere, garantire spunto in planata, accelerazione e pop. Per essere il piu leggere possibile in alcuni casi posso risultare piu delicate (solitamente il monofilm liscio prevale sul tramato). Hanno un centro velico molto avanzato (necessario per dare equilibrio verticale alla vela durante le manovre) che le rende meno comode e performanti in andatura
Queste due tipologie di vele, sono quelle che più si distinguono, rispetto alle altre, date le condizioni e gli obbiettivi per i quali sono disegnate.
A seguire ci sono le freemove solitamente a 5 (le misure piu grandi 6) stecche, vogliono essere simplici (molto plananti, feeling leggero e facilmente maneggevoli). Indicate per venti medio-leggeri, solitamente usate nelle misure dalla 6 alla 8. Ideali per tavole freeride dai 100 ai 140 litri o freewave dai 95 ai 115 litri. che la nota enciclopedia suggerisce per i principianti e le ragazze ( il paragone è irriguardoso, grrrr ) e le freeride/ freerace vele a 6/7 sette stecche, in grado di sviluppare maggior velocità rispetto le vele freemove. Possono risultare piu impegnative fisicamente ma sicuramente offrono piu emozioni in termini di performance. Consigliate su tavole freeride, freerace e slalom. disegnate con la base della vale più bassa tra tutte e per una planata veloce; le vele, racing (slalom), formula, provviste di camber, mi limito a citarle per opportuna conoscenza.
Per quel che concerne gli alberi, possono essere sdm (standard diameter mast) solitamente usati per vele freeride/freerace/slalom dalla 6 metri in su o rdm (reduce diameter mast) principalmente per vele wave/freewave/freestyle (qualche vela freerace e slalom è disegnata per RDM). L’IMCS (rigidità dell’albero) è fissa per ciascuna misura. Variano molto le % di carbonio. Piu carbonio, piu è leggero l’albero ma soprattutto reattivo. Per qualunque tipologia di vela e disciplina, la maggior % di carbonio garantisce la miglior performance. Un’albero 100% carbon garantisce piu spunto in planata ed accelerazione rispetto un albero con meno carbonio. In casi di sovrainvelatura, soprattutto rider leggeri, possono trarre piu vantaggi da un albero con meno carbonio (quindi piu morbido e meno reattivo); sull’albero, oltre alla misura, ed alla percentuale di carbonio, di cui dirò a breve, è indicato l’IMCS (index mast check system) che è il parametro utilizzato per “calibrare la rigidità e la curva dell’albero” (cit.); di massima la rigidità viene indicata, con i seguenti numeri: 17 per i 3,70 metri – 19 per i 4 metri – 21 per i 430 metri – 25 per i 460 metri – 28 per i 490 metri -32 per i 520 metri.
Sulla percentuale di carbonio, mi limito a riportare un concetto che mi è piaciuto molto: non bisogna considerare tanto il peso a terra, quando la reattività in acqua; in linea di massima, per l’acqua piatta in particolar modo, mi pare di aver capito in questi due anni, da poco conclusi, che si suggerisce una percentuale di carbonio più alta, data la maggiore reattività, mentre sulle onde si consiglia una percentuale minore, in quanto rende l’albero più resistente; per tutto quello che ho scritto, soprattutto l’ultima parte, mi appello al beneficio d’inventario perché si tratta di argomenti di cui si sente di tutto e di più, per questo mi sono limitata a basarmi solo su quanto riportato da Tricktionary che di sicuro non sbaglia.
Ah, quasi dimenticavo, misure delle vele: si sente dire talvolta che “chi non sa planare, usa le vele grandi”; non è così, o meglio, chi usa le vele grandi non necessariamente non è in grado di planare con le vele piccole, ma certamente cerca emozioni differenti: con una nove metri si plana anche con pochi nodi.
Le vele piccole, specie quelle disegnate con canoni moderni, richiedono qualche nodo in più, non molti per la verità, sono molto leggere e rendono più facili le manovre: sta, come sempre, alla tecnica del rider sfruttarle al meglio per aumentare la velocità durante la planata che, oggettivamente, non sarà mai paragonabile a quella di una nove metri (ho scelto volutamente una misura estrema).
Di più non mi sento di aggiungere …
Mille smacks.




Livia,
cadere in modo da ripartire subito, perché il windsurf è il mio punto fisso detto fuoco.

 

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Come arrivare ad Irom Beach


Percorrete Via Martiri della Libertà in direzione Venezia, superate sulla vostra destra la Fincantieri e il Centro Vega. Appena superato il sovrappasso pedonale (in vetro-plexiglass di recente costruzione) girate subito a destra imboccando via dei Petroli. La percorrete per circa 800 metri e siete arrivati all'Irom beach. Aprite il cancello (è necessario essere soci per accedere all'area) e ...buona surfata.
Rilevazioni Windfinder
Previsione Marea
Intestazione




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