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bullet andreaa
[12 Nov : 21:11]
Brava Gabri e altri.... Occhio a tutti io controllerei verso fine settimana cosa mettono per l'Irom perchè potrebbe essere che faccia qualcosa di bello e forse col sole!!!
bullet Gabri
[12 Nov : 19:34]
Diciamo che dava una sensazione molto particolare....un misto tra affascinante ed "inquietante"!!
bullet phil
[12 Nov : 10:51]
Grande Gabri ! Il Cruz rimane davvero l'ancora di salvezza di questi tempi !
bullet Gabri
[12 Nov : 08:44]
E chi l'avrebbe mai detto.... Cruz autunnale at work 💚 http://www.awiv.it/e107_plugins/forum/forum_viewtopic.php?14014.last
bullet Livia
[11 Nov : 08:01]
Tanti auguri Luke!!!
bullet Livia
[10 Nov : 16:46]
Pulita la riva fino al pontiletto in metallo ed il lato vicino al container fino all’angolo in fondo. Maci, Matteo, Alex, Eddy, Enrico e Livia... San Martino in compagnia alla fine. 🤙
bullet Livia
[10 Nov : 11:24]
Per chi volesse oggi verso le due ci troviamo a fare un po’ di pulizia all’ irom
bullet Livia
[09 Nov : 07:47]
Bella serata ieri con team Awiv a festeggiare Enrico Doc jr... anche questo è windsurf.
bullet andreaa
[04 Nov : 23:16]
Phil solo galleggio e un'inizio di planata...dovevamo avere i camber per planare...
bullet phil
[04 Nov : 20:04]
Andrea, siete riusciti a fare qualcosa a Conche poi? ho visto i grafici ma l'atteso Levante al Canarin non si è fatto vedere...

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Forum
Pinne.
Livia
Tue Sep 26 2017, 09:54PM


messaggi: 776
Registrato il: Fri Sep 25 2015, 04:44PM
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Utenti Registrati #6636
Su richiesta di un caro amico, che ringrazio per la fiducia, immeritata, e per l’input,scrivo qualche parola sulle pinne.
Sono solo poche parole per dare uno sguardo di insieme ad un “mare magnum” di informazioni che, dato il nostro livello di principianti, è sufficiente esplorare solo in superficie senza addentrarci in profondità (spero, per quel che mi riguarda, di rimanere principiante per i prossimi trent’anni perché mi ci vorrebbe una laurea in ingegneria per capire solo la metà di quello che c’è da capire).
La pinna non è altro che quell’elemento che compone la nostra attrezzatura necessario per dirigere la tavola, compensando il giusto connubio tra angolo di bolina e velocità;
ce ne sono di vario genere,a seconda di ciò che vogliamo fare, e quindi a seconda dell’attrezzatura di cui disponiamo.
Mi limito ad indicare tre tipologie, senza aggiungere troppa carne al fuoco, perché per il nostro livello sono, a mio avviso, sufficienti:
Pinne wave: si usano sulle onde, sono caratterizzate da un profilo molto curvo e vanno da una lunghezza tra i 18 ed i 28 centimetri;
Pinne free ride: di misura tra i 28 ed i 52 centimetri, che vanno bene fondamentalmente per planare in acqua piatta;
Pinne freestyle: naturalmente le mie preferite, di limitate dimensioni, tra i 18 ed i 26 centimetri, permettono gli stacchi e manovre; di contro, essendo molto piccole, sono più difficili nella gestire la bolina (n.b. come in ogni situazione, sarà il rider a fare la differenza).
Questi, come anticipato non sono gli unici modelli di pinna, ma di base sono quelli, credo, che possano interessare per una prima conoscenza.
La lunghezza della pinna si sceglie in base a due elementi essenziali: litraggio della tavola e metratura della vela, il tutto proporzionato al peso del rider.
Naturalmente, non va tralasciata la pinna anti alga, molto inclinata allo scopo di far scivolare, “sul profilo inclinato della sua indifferenza” direbbe qualcuno, le alghe, anche le più insidiose.
Sui materiali e sulle scasse, anche qui si aprono universi paralleli, dai quali è meglio stare lontani; le mie sono per lo più in g10, fibra di vetro, che pesano un “botto”, ma in compenso sono molto resistenti (il che non significa che non sia in grado di distruggerle). Le ultime tre tavole che ho avuto, avevano tre scasse differenti, quella attuale è una slot box, ma davvero non abbiamo bisogno di entrare nel dettaglio dei vantaggi, presunti, percepiti e/o percepibili dagli esseri umani.
Due parole prima di concludere sullo spin out, mio amico fedele al Morto quando avevo un 116 litri ed una pinna freeride di 23 centimetri; ce ne accorgiamo subito che siamo in spin out, la tavola, durante la planata, non ha direzione, scivola sulla superficie dell’acqua, senza controllo. Tricktionary, per primo ma non solo, imputa lo spin out ad una pinna sbagliata, magari troppo piccola, ma aggiunge che il più delle volte dipende da un assetto sbagliato, troppo arretrato, ecco il perché ho fatto riferimento alla mia situazione al Morto con il 116 litri: in quel caso la pinna era della misura giusta per il litraggio, ma all’epoca, adesso molto meno, ma quando mi agito ci ricasco, ero molto arretrata e la tavola andava in spin out. In questi casi, la cosa migliore da fare è portare il peso in avanti, sul piede anteriore, il che comporta anche una maggiore velocità e durata in planata, nonché una riduzione esponenziale del rischio di fare una catapulta.
Questo è tutto, se ho scritto in maniera corretta, con i concetti giusti, non lo so; la buona volontà ce l’ho messa; le fonti sono state un mix tra internet, trickitionary (versione spagnola), ed esperienza personale.
Bacini.


Livia,
windsurf smile
COKERINO
Wed Sep 27 2017, 10:31AM


messaggi: 9
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Utenti Registrati #6393
Ti ringrazio per la brevità........
Livia
Wed Sep 27 2017, 10:43AM


messaggi: 776
Registrato il: Fri Sep 25 2015, 04:44PM
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Utenti Registrati #6636
Non è stato facile; ho scritto abbastanza male (l'ho riletto ora), comunque, al di là della forma, il contenuto, mi è stato confermato da fonte autorevole, è giusto.
L'importante è che sia risultato chiaro per chi me lo ha chiesto; radunare tutte le informazioni, selezionare e capire quale potessero essere veramente utile, ha comportato concentrazione e dedizione, nonché un dizionario di inglese.

Livia,
windsurf smile
COKERINO
Wed Sep 27 2017, 11:31AM


messaggi: 9
Registrato il: Wed Feb 25 2015, 12:01PM
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Utenti Registrati #6393
Era uba battuta........
Livia
Wed Sep 27 2017, 11:35AM


messaggi: 776
Registrato il: Fri Sep 25 2015, 04:44PM
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Utenti Registrati #6636
Lo so tato ... smack. il mio professore di italiano mi avrebbe dato un tre per come l'ho scritto.

Livia,
windsurf smile
 

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Come arrivare ad Irom Beach


Percorrete Via Martiri della Libertà in direzione Venezia, superate sulla vostra destra la Fincantieri e il Centro Vega. Appena superato il sovrappasso pedonale (in vetro-plexiglass di recente costruzione) girate subito a destra imboccando via dei Petroli. La percorrete per circa 800 metri e siete arrivati all'Irom beach. Aprite il cancello (è necessario essere soci per accedere all'area) e ...buona surfata.
Rilevazioni Windfinder
Previsione Marea
EoloNordEst
Direttivo 2018-2019
IL DIRETTIVO


Il Consiglio Direttivo 2018-2019 dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Windsurf IromBeach Venezia,
è così composto:


Gianpaolo Picchi /// Presidente
-
Achille Burdi /// Vicepresidente
-
Riccardo Bandera /// Segretario
-
Franco Fabbro /// Pubbliche Relazioni
-
Diego Irrera /// Tesoriere
-
Gabriella D’Este /// Consigliere
-
Tommaso Menin /// Consigliere
-
Luigi Nordio /// Consigliere aggiunti
-
Guelfo Bottacin /// Consigliere aggiunti



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